L’allenamento in acqua

Il nuoto è una disciplina che spesso viene affiancata al running, sia per chi pratica triathlon, ma anche semplicemente come scarico post gara.

Il vantaggio dell’acqua è dato dalla sua resistenza la quale permette il galleggiamento, mentre la mancanza di impatti con il terreno aiuta a recuperare e prevenire gli infortuni.

In uno studio condotto presso la California State University Northridge è stato dimostrato come con un defaticante in acqua, gli atleti abbiano l’impressione di recuperare meglio è più velocemente.

Vantaggi del lavoro defaticante in acqua:
– Riduzione del carico gravitazionale
– Miglioramento del ritorno venoso
– Intervento di sezioni muscolari poco coinvolte nel gesto specifico

 

L’ACQUA COME CROSS TRAINING

“Si definisce cross training l’utilizzo di un altro sport o di un’altra metodica per migliorare la performance”

G.T. Moron – G.H. Mcclyn

Con questa definizione intendo il training in acqua come supporto o integrazione alle usuali sedute di allenamento, per offrire all’atleta la possibilità di affrontare in modo adeguato le specificità dello sport da lui praticato.

Obiettivo degli esercizi in acqua:
– Muscolazione generale
– Estensibilità dei legamenti
– mobilità articolare

…Ma posso sostituire una seduta di corsa con una di nuoto?

La risposta è NI!

Partiamo dalla base, per rendere un gesto atletico efficace, in allenamento devo avvicinarmi il più possibile a quel gesto. Tradotto: per correre devo correre.

Il costo energetico è differente. A parità di velocità quello del nuoto è 4 volte superiore a quello della corsa, dobbiamo però tener presente che un runner deve correre 1.500m a 18km/h in 5’ mentre un nuotatore deve coprire la stessa distanza in 20’ a 4,5km/h (Gregorio Paltrinieri ha fatto il record europeo nel 2016 nuotando a 6,28km/h).

Considerando poi che di norma i runner utilizzano il nuoto come sport alternativo (non sono dei grandi nuotatori), si scopre dunque che la spesa energetica è drasticamente inferiore.

La strategia di nuotare a lungo per un “non nuotatore”, si traduce in un lavoro di bassissima intensità, praticamente equivalente al camminare.

Per rispondere alla domanda iniziale, chi non ha un galleggiamento e un’acquaticità sufficienti per sostenere un allenamento di livello, non può ragionevolmente pretendere che il nuoto mantenga la condizione atletica raggiunta con gli allenamenti della corsa

 

 

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